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Antonio Alegris Correggio |
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Si hanno poche notizie della sua vita
privata che, a differenza di Parmigianino o di Caravaggio, si svolse nella
serenità della famiglia. Muore all'età di 45 anni, lasciando ai genitori
ancora vivi suo figlio Pomponio di 13 anni, avuto da Girolama Merlini. Non si
sa chi furono i suoi maestri, sembra che abbia appreso i primi rudimenti
dell'arte dallo zio Lorenzo, pittore che aveva una bottega a Correggio. Lo
ritroviamo poi a Modena e Mantova, dove non è certo che ebbe come maestro il
Mantegna, ma di sicuro la sua pittura, meravigliosa nelle forme prospettiche
e negli scorci, ebbe un grande influsso sull'arte di Correggio. Appartengono
a questo periodo la Madonna con S. Francesco di Dresda, la Natività di Brera,
il Congedo di Cristo dalla Vergine di Londra e la Zingarella della Pinacoteca
di Napoli. Superata questa fase preparatoria, in cui è già evidente la sua
maestria nella morbidezza del colore, inizia il periodo delle grandi opere. A
Parma la badessa Giovanna Piacenza gli affida la decorazione di una camera
del monastero di S. Paolo, dove sono evidenti gli influssi dell'arte di
Michelangelo, Raffaello e Leonardo. Ritornato a Correggio lavora allo
Sposalizio di Santa Caterina, alla Madonna del Latte, alla Madonna della
Cesta. Nel 1520, di nuovo a Parma, affresca la cupola di San Giovanni
Evangelista e la cupola del Duomo, dove nella prima il Redentore e nella
seconda la Vergine vengono assunti in cielo in una visione aerea audacemente
scorciata, fra innumerevoli figure di apostoli, angeli, efebi e geni, con dinamismo
mai concepito e illusione prospettica, anticipazione dell'arte barocca. A
questo periodo appartengono anche il Gesù nel bosco degli ulivi, Noli me
tangere, Madonna del San Sebastiano e il Matrimonio mistico di S. Caterina
d'Alessandria. Altre opere note sono: la Notte, la Madonna di S. Giorgio e la
Madonna di S. Girolamo. Dopo il 1530 esegue per il Duca di Mantova vari
quadri a carattere mitologico: l'Antiope, al Louvre, la Danae, Galleria
Borghese, l'Io e il Ganimede a Vienna. Correggio lascia una profonda impronta
nella storia della pittura per la raffinata morbidezza, la grazia,
l'atmosfera che circonda le figure in voluttuosa sfumatura, che ne attenua i
contorni, modello di un'arte nuova, oltre la tradizione classica fino allora
perseguita a Firenze e Roma. |
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Le Opere
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